L’informazione sul sistema agricolo, e quindi sulla capacità di un paese di produrre beni per soddisfare le proprie necessità alimentari, costituisce un elemento fondamentale per conoscerne e guidarne lo sviluppo. Non stupisce quindi che le statistiche concernenti la produzione in senso stretto (quantità di cereali, ortaggi, carni per specie animale, formaggi, eccetera) siano state avviate sin dal 1861. Le indagini svolte nel corso del secolo XIX, però, non sono in grado di garantire quella coerenza e completezza cui si giungerà quando, con il r.d. n. 1035 del 2 giugno 1927, le funzioni relative alla statistica agraria saranno affidate all’Istituto centrale di statistica. Questo passaggio ha assicurato una maggiore qualità dei dati e una loro maggiore articolazione, grazie a nuove informazioni che prendono in considerazione, oltre alla produzione, anche le superfici relative alle diverse coltivazioni e i mezzi di produzione impiegati, seguendo uno schema che ancor oggi costituisce il riferimento della statistica agricola nazionale ed europea.

Esempi significativi del ruolo svolto in quegli anni dall’Istat per promuovere le statistiche sul settore sono le indicazioni che, per la prima volta, vengono fornite ai direttori delle Cattedre ambulanti di agricoltura per l’effettuazione del Secondo catasto agrario... testo integrale

 
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